Il lavoro parte dalla lettura della tua situazione concreta. Ruolo, responsabilità, denaro, interlocutori, decisioni, comportamento, confini. Tutto verificabile.
Da quella lettura emerge dove ti adatti e dove il sistema ti ha insegnato a trattenere valore.
Il secondo passo è definire criteri. Non obiettivi aspirazionali. Criteri operativi che cambiano come ti muovi nel lavoro, nel compenso, nelle relazioni professionali.
Il terzo passo è incarnazione. Non è cambiare mentalità. È cambiare la relazione del sistema nervoso con lo spazio che hai il diritto di occupare.
Tutto il lavoro si muove su quattro assi. Non sono temi separati. Sono dimensioni interconnesse della stessa struttura.
Identità. Chi ti senti legittimata a essere, non chi sei nella testa.
Denaro. La sicurezza di meritare ciò che produci, non l'energia o il mindset attorno ai soldi.
Lavoro. La direzione professionale come esito di autoregolazione, non di strategia individuale.
Potere. La capacità di esercitare autorità senza colpa, separando potere da abuso.
Non fa motivazione. Non fa empowerment narrativo. Non fa mindset. Non fa rassegna rasicurante.
Fa alfabetizzazione al potere. Lettura dei contesti. Chiarezza identitaria. Uscita dalla vergogna. Ripristino di legittimità.